Quello nella foto non sono io, ma è come se lo fossi.

Migrazione su WordPress.com

E uno. Fino adesso ho perso tempo. Ma non ne vale la pena. Non intendo (ancora) privarmi della possibilità di comunicare verso l’esterno, perché l’uomo non può non comunicare.

Però ho deciso di badare prima di tutto ai fatti miei, visto che è questo che di solito fanno gli altri. Tenere questo sito online su un mio computer, gestito da me, con tutte le mie garanzie, è assolutamente fatica sprecata. Perciò, cominciamo col passo numero uno: adesso sfrutto WordPress.com.

Non perché, come fanno tanti altri, non ho la possibilità o la capacità di fare diversamente: quelle ce l’ho, chi mi conosce lo sa bene.

Per quel che serve, questo sito su WordPress.com può tranquillamente sopravvivermi (è ovvio che finirà molto prima: chissà tra dieci anni se i siti Internet esisteranno ancora, forse no).

Stay tuned. Ripeto, non è l’unica cosa che avevo da fare. È stato solo il primo passo.

Il merlo disse al tordo: «mo’ senti er botto, si nun sei sordo»

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